FocusUnimore > numero 41 – novembre 2023

The FAI Delegation of Reggio Emilia and the project “The San Lazzaro Park. A guide to architecture”.
The FAI (Fund for the Italian Environment) Delegation of Reggio Emilia promoted the presentation of a guide dedicated to “The San Lazzaro Park. A guide to architecture”, today the seat of Unimore’s Departments, the result of a teaching project with the students and teachers of the Liceo Artistico ‘Gaetano Chierici’ of the Architecture and Environment address as protagonists, with the collaboration of the Reggio Emilia Order of Architects and the Municipality of Reggio Emilia. The aim of the publication was to disseminate the culture of architecture to the public and to stimulate in young people an awareness of the value of the historical-artistic, architectural and landscape heritage, with a view to the conservation, regeneration and enhancement of environmental resources. The guide presents the cataloguing of eighteen buildings, including the park area, in a now completed strategic urban regeneration project. The park of San Lazzaro represents an extraordinary architectural sample, a unique testimony of buildings that belonged to the former psychiatric hospital and correspond to different architectural styles, referable to the different construction periods of the pavilions.

In occasione delle celebrazioni per i 25 anni della sede reggiana di Unimore, la Delegazione FAI di Reggio Emilia ha promossola presentazione di una guida dedicata a “Il Parco del San Lazzaro. Guide alle architetture”, oggi sede dei Dipartimenti di Scienze e Metodi dell’Ingegneria, di Scienze della Vita e di corsi di Laurea in Professioni sanitarie.

La pubblicazione è frutto di un progetto didattico che ha visto come protagonisti gli studenti e i docenti del Liceo Artistico ‘Gaetano Chierici’ dell’indirizzo di Architettura e Ambiente, con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia e il Comune di Reggio Emilia. L’obiettivo della pubblicazione è stato divulgare al pubblico la cultura dell’architettura e stimolare nelle giovani coscienze la consapevolezza del valore del patrimonio storico-artistico, architettonico e paesaggistico, in un’ottica di conservazione, rigenerazione e valorizzazione delle risorse ambientali.

La guida presenta la catalogazione di diciotto edifici, inclusa l’area del parco, rappresentativi delle architetture dell’ex complesso manicomiale, interessate da un progetto strategico di rigenerazione urbana condotto a partire dal 2015 e ormai completato.

Il parco del San Lazzaro a Reggio Emilia rappresenta uno straordinario campionario di architetture, testimonianza unica di edifici appartenuti all’ex ospedale psichiatrico e corrispondenti a diversi stili architettonici, riferibili alle differenti epoche costruttive dei padiglioni: dal Neoclassicismo all’Eclettismo storicista, dal Liberty al Neo-manierismo, dal Razionalismo all’architettura contemporanea, includendo il paesaggio dell’ex colonia agricola, con ampie aree oggi adibite a verde attrezzato.

L’idea di realizzare una guida alle architetture del Parco del San Lazzaro – afferma il Pro rettore di Unimore Prof. Giovanni Verzellesi mi è apparsa subito molto interessante sin dalla primissima anticipazione dell’arch. Grassi e davvero apprezzabile considero ora il risultato ottenuto. Per Unimore il Parco del San Lazzaro rappresenta il contesto all’interno del quale è attivo un consolidato polo didattico e di ricerca della sede reggiana dell’Ateneo.  I Padiglioni Buccola-Bisi, Morselli e Tamburini ospitano il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria, i Padiglioni De Sanctis e Livi sono sede di alcuni Corsi di laurea delle professioni sanitarie dei Dipartimenti afferenti alla Facoltà di Medicina, il Padiglione Besta è sede dell’area delle scienze agroalimentari del Dipartimento di Scienze della Vita”.

“Complessivamente – prosegue il Prof. Verzellesi – circa 3.000 studenti e più di 250 tra docenti, ricercatori, tecnici e amministrativi popolano le strutture universitarie nel Parco del San Lazzaro. Sono convinto che questa guida sarà di grande interesse per questi frequentatori del Parco e, più in generale, per tutti i cittadini e le cittadine. Credo non ci sia solo l’interesse di tipo culturale a conoscere la storia e le peculiarità artistiche e architettoniche dei luoghi nei quali si studia o lavora quotidianamente ma anche l’opportunità di dimostrare come beni di interesse storico-architettonico possano essere preservati e di nuovo utilizzati per svolgere attività di grande importanza per lo sviluppo sociale ed economico della comunità. È per questo motivo che consideriamo questo evento di presentazione del volume inserito a pieno titolo all’interno delle celebrazioni del 25esimo anniversario della istituzione di Unimore a rete di sedi”.

Il volume presentato al pubblico al Padiglione Buccola del Parco del San Lazzaro ha visto la  partecipazione del Prof. Giovanni Verzellesi (Pro Rettore Unimore), Massimo Milani (Direttore del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria – DISMI),nonchédi Roberta Grassi (Capo Delegazione FAI Reggio Emilia), di Cristina Marchesi (Direttrice generale AUSL di Reggio Emilia), di  Daniele Corzani, (Dirigente Scolastico del Liceo Artistico ‘Gaetano Chierici’), di Laura Credidio (Ordine Architetti Reggio Emilia), di Marina Parmiggiani (Comune di Reggio Emilia), di Catia Iori (Club per l’Unesco Reggio Emilia).

ll progetto editoriale – spiega la Capo Delegazione FAI Reggio Emilia Arch. Roberta Grassisi sviluppa attraverso la schedatura di diciotto beni, individuati all’interno del parco, considerati tra i più significatici dal punto di vista della valenza architettonica. Raggruppate per epoche costruttive e stili di riferimento dei diversi padiglioni, le architetture sono identificate nella guida da una numerazione progressiva, che s’individua tramite una planimetria generale utile al lettore per orientarsi all’interno del parco. Una speciale sezione è dedicata al tema del paesaggio. Le schede raccontano aspetti storici legati ai singoli edifici dell’ex manicomio, descrivono dettagli costruttivi e peculiarità artistiche delle architetture, riferiscono della rigenerazione destinata agli usi contemporanei. Le pagine sono arricchite di contributi fotografici, attuali e storici, disegni tecnici di progetto, quali piante, prospetti e sezioni, schizzi e disegni dal vero, realizzati dagli studenti”. 

“Conoscere per amare, catalogare per conservare, promuovere per valorizzare – prosegue l’Arch. Roberta Grassiperché dalla storia dell’architettura e dalla conoscenza del territorio possa emergere la vocazione e la motivazione per la rigenerazione urbana di un luogo, con la creazione di nuovi utilizzi portatori di sviluppo sostenibile e inclusivo, capace di generare nuova bellezza. Ancora, comprendere la memoria del passato per tradurla in strategia di progettazione del futuro: sono questi gli obiettivi che hanno sostenuto oltre due anni di lavoro per la realizzazione di quest’opera, nata per accompagnare la crescita di giovani generazioni di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, consapevoli dei valori trasmessi dalla tradizione, abituati a prendersi cura attraverso la conservazione e responsabili nei confronti di un patrimonio ambientale che appartiene alla comunità, secondo i dettami sintetizzati nel “New European Bauhaus”: bello, sostenibile e inclusivo, capace di generare un rapporto simbiotico tra la totalità dei detentori di interesse per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo”.

L’opera è stata presentata da: Alberto Artioli Docente Classe V H Liceo Artistico ‘Gaetano Chierici’ Elisabetta Farioli Nascita del San Lazzaro e padiglioni del Neoclassicismo” (con Viola Bonanno), Odette D’Albo Villini Liberty e padiglioni del Neomanierismo” (con Letizia Biagini e Letizia Burani), Roberta Grassi “Padiglioni del Razionalismo e dell’Architettura Contemporanea” (con Alberto Lusuardi)e Ugo PelliniPaesaggio e parco del San Lazzaro” (con Alice Ferretti e Sara Bonacini).

Roberta Grassi, Odette D’Albo, Elisabetta Farioli, Nicola Tirelli Prampoli, tutor degli studenti coinvolti, hanno introdotto brevemente la storia degli edifici, mentre gli studenti e le studentesse hanno illustrato la scheda: aspetti dell’architettura attraverso l’illustrazione di foto, piante-prospetti-sezioni, disegni artistici.

Gli studenti e le studentesse del Liceo Artistico ‘Gaetano Chierici’ indirizzo di Architettura e Ambiente classe V – a.s. 2022-2023 che hanno realizzato la guida sono: Riccardo Acerbi, Nicola Barbieri, Letizia Biagini, Sara Bonacini, Viola Bonanno, Greta Borciani, Letizia Burani, Miriam Corradino, Alice Ferretti, Elisa Franzoni, Chiara Librea, Alberto Lusuardi, Martina Maccari, Sara Malmassari, Elisa Robu, Chiara Severi.

La sala conferenze di “Palazzo Baroni”, arredata grazie alla donazione della famiglia Lugli Paguni

Grazie alla preziosa donazione della famiglia Lugli Paguni, Unimore ha potuto trasformare la ex cappella del Seminario, oggi Palazzo Baroni sede del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, in un una ampia sala conferenze che può contenere oltre 220 persone a sedere.

La donazione è un importante testimonianza di quanto i cittadini modenesi, come Mauro Lugli e Ilda Paguni, abbiano a cuore la loro università che quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni a rete di sedi.

L’Aula intitolata Artigianelli, in ricordo del Pio Istituto Artigianelli, fondato da don Zefirino Iodi nel 1913 a Reggio Emilia come centro di attività socio-assistenziali e educative per i minori, oggi porta la targa commemorativa della donazione fatta da Mauro Lugli e Ilda Paguni in memoria di Rodolfo Paguni psicologo e psicoterapeuta di rinomata fama, oltreché apprezzato e originale studioso.

“A nome mio personale e di tutto l’Ateneo – commenta il Magnifico Rettore Unimore, Prof. Carlo Adolfo Porro desidero esprimere la mia sincera gratitudine alla famiglia Lugli Paguni per la generosa donazione che ha permesso la realizzazione della nuova ala conferenze di Palazzo Baroni. Grazie a questo importante sostegno, infatti, abbiamo potuto creare un’infrastruttura di eccellenza per la didattica e la ricerca, contribuendo in modo significativo al progresso e allo sviluppo della nostra Università. Sono certo che la generosità dimostrata da Mauro Lugli e Ilda Paguni lascerà un segno duraturo e ispirerà le future generazioni di studenti, studentesse e docenti”.

“Mi unisco al ringraziamento già formulato dal Magnifico Rettore, prof. Carlo Adolfo Porro – afferma la Direttrice del DESU Prof.ssa Annamaria Contini– per esprimere a mia volta i sentimenti di profonda gratitudine dell’intero Dipartimento di Educazione e Scienze Umane nei confronti della famiglia Lugli Paguni, che ricorda in questo modo il Prof. Rodolfo Paguni, apprezzato e originale studioso anche nell’ambito della psicologia dello sviluppo, una disciplina molto importante all’interno dei nostri Corsi di studio. Attraverso la loro donazione, Mauro Lugli e Ilda Paguni hanno permesso di rendere l’Aula “Artigianelli” una sala conferenze non solo moderna e attrezzata, ma anche bella e confortevole. Siamo felici che i nostri studenti e le nostre studentesse possano usufruire di uno spazio come questo, che favorisce l’apprendimento e l’ascolto: un ambiente dove è piacevole incontrarsi ed entrare in relazione con altre persone”.

Box RODOLFO PAGUNI

Il Prof. Rodolfo Paguni, nato nel 1939 a Udine, è stato uno psicologo e psicoterapeuta di rinomata fama, oltreché un apprezzato e originale studioso. Ha svolto la sua attività di ricerca, clinica e didattica presso università straniere (Università di Lovanio e Maudsley Hospital di Londra) e italiane (Università di Bologna e Università di Modena e Reggio Emilia). I suoi principali campi di interesse sono stati la psicogeriatria, la psicologia sociale e la psicologia dello sviluppo. L’instancabile attività di studio e di ricerca è testimoniata da oltre 50 pubblicazioni edite da case editrici nazionali ed internazionali. È mancato all’affetto dei suoi cari, amici e colleghi il 24 novembre 2011. Oltre che per le doti di studioso e ricercatore, il prof. Paguni è ricordato da molti per la piacevolezza umana e per la curiosità e apertura culturale, approfondita con numerosi viaggi, circa pratiche oggi sempre più valorizzate in salute mentale quali la meditazione, la mindfulness, lo yoga.

Aula Artigianelli

L’aula “Artigianelli” si chiama così in memoria del Pio Istituto Artigianelli, fondato da don Zefirino Iodi nel 1913 a Reggio Emilia come centro di attività socio-assistenziali e educative per i minori e i giovani. Un progetto culminato, negli anni Sessanta, con la nascita di una scuola al Belvedere. Nell’aula è presente una statua che raffigura la persona di don Zefirino Lodi.

L’“elefante invisibile”. Comprendere ed educare alla “lotta di popolo” alle mafie              

Comprendere ed educare alla “lotta di popolo” alle mafie, un “elefante invisibile” al quale il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore ha dedicato una giornata con l’obiettivo di far riflettere sulle dinamiche criminali e le infiltrazioni mafiose che si possono insinuare anche nella realtà emiliano-romagnola.

L’appuntamento, organizzato nel contesto degli eventi del 25° anno dell’ateneo a reti di sedi, ha visto gli studenti e le studentesse del DESU incontrare Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, il quale ha sottolineato con loro l’importanza della scuola e dell’Università come impegno della formazione nella lotta alle mafie.

La giornata è proseguita con un evento aperto alla città nel quale hanno dialogato l’Assessore regionale Vincenzo Colla, il Comandante regionale della Guardia di Finanza Ivano Maccani, il Procuratore Capo di Reggio Emilia Calogero Paci e il compianto giornalista Andrea Purgatori.

L’evento si è tenuto nella settimana dedicata alla presentazione del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane come Dipartimento di eccellenza 2023-2027.

Il Dipartimento DESU, che ha vinto il progetto di eccellenza sugli analfabetismi ad alto costo sociale, ha sentito e sente il bisogno di riflettere sulle dinamiche criminali e la rete che possono intessere, per evitare che il territorio si creda vaccinato rispetto alle infiltrazioni mafiose.

Il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, che si sente vocato alla responsabilità sociale forte nel formare gli educatori e gli insegnanti del futuro, deve avere anche questo tema al centro della sua missione. Non c’è una terza missione, ma un dovere su questo tema – ha affermato il Prof. Alberto Melloni, Vicedirettore del DESU e coordinatore dell’iniziativa”.

Valentina Rodini la prima atleta Olimpionica di Unimore Sport Excellence

Valentina Rodinistudentessa Unimore del corso di laurea magistrale in Management e comunicazione d’impresa e campionessa olimpica di canottaggio, specialità doppio pesi leggeri, a Tokyo 2021, si è laureata nella sessione straordinaria del suo primo anno accademico di iscrizione fuori corso.

Valentina Rodini, che ha discusso una tesi di ricerca dal titolo “Mentalità sportiva applicata in azienda: formazione aziendale e metodo sportivo” con relatore il Prof. Massimo Neri, è un’atleta di Unimore Sport Excellence (USE) dall’A.A. 2018/19, il programma che le aveva già permesso di conseguire la laurea triennale in Marketing ed Organizzazione d’Impresa.

Avendo fatto parte del programma USE per tutto il suo percorso di studi, a Valentina è stato rilasciato, contestualmente alla Laurea, anche il Diploma supplement che certifica la specificità della carriera duale dello studente-atleta.

La Delegazione FAI di Reggio Emilia e il progetto “Il Parco del San Lazzaro. Guida alle architetture”