> FocusUnimore > numero 26 – giugno 2022

NIT: a multidisciplinary project for the treatment of Glioblastoma Multiforme

The NIT (Nano-immuno Targeting for the treatment of Glioblastoma Multiforme) project is a multidisciplinary research coordinated by the group of Professor Massimo Dominici with Chiara Chiavelli and aims to test new nanocomposite biomaterials to convey drugs and facilitate the effectiveness of immuno-active cells within the tumour o, potentially, of the operating crater after surgery. The injectable biomaterials will be based on polymer nanoparticles that can reach the brain and selectively target cancer cells by releasing first-line anticancer drugs for GBM. In addition, the combination of materials and anticancer cells, such as lymphocytes, will allow testing how a new treatment platform for GBM can be created thanks to increased bioavailability of cells and, therefore, better anti-GBM targeting. The project is developed thanks to a strong interaction between expert groups in nanomedicine, physiology, neurosurgery and cellular therapies in oncology. Thanks to NIT it will be possible to test new multi-modal strategies for the treatment of GBM, giving new possibilities for treating patients suffering from a still lethal tumour.

Nella figura, le cellule CAR T autologhe anti-GD2 uccidono il glioblastoma in vitro. Le cellule di glioblastoma (in rosso) sono coltivate con CAR T autologhe anti-GD2 (verdi). Dopo 48 e 72 ore (h) la vitalità del tumore viene calcolata mediante microscopio a fluorescenza. Le foto (in fluorescenza rossa e verde) mostrano attività di uccisione per il glioblastoma (scomparsa di cellule rosse, ultima riga) da parte di cellule CAR T anti-GD2. La popolazione di cellule TGFP (senza CAR) mostra un’assenza di reattività dei linfociti autologhi (riga intermedia) a dimostrazione di come la presenza di un CAR possa attivate la risposta immune contro il glioblastoma.

Il progetto NIT – Nano-immuno Targeting per il trattamento del Glioblastoma Multiforme, è una ricerca multidisciplinare coordinata dal gruppo del Prof. Massimo Dominici con la Dr.ssa Chiara Chiavelli e prevede la partecipazione dei gruppi coordinati dal Prof. Giuseppe Biagini, dalla Prof.ssa Maria Angela Vandelli e dal Prof. Giovanni Tosi accanto al team dei neurochirurghi con i Proff. Giacomo Pavesi e Daniele Iaccarino

Il glioblastoma multiforme (GBM) è tuttora il tumore cerebrale gliale primitivo più maligno e frequente. Sebbene ci siano progressi nella sopravvivenza e nella qualità della vita per i pazienti affetti da GBM, c’è ancora bisogno di miglioramenti. La capacità infiltrativa del GBM rende difficile in molti casi la resezione chirurgica; inoltre, la chemioterapia e l’irradiazione possono essere non curative di fronte a progressione o recidiva del tumore con una sopravvivenza media non accettabile. 

Il progetto vuole testare nuovi biomateriali nanocompositi per convogliare farmaci e facilitare l’efficacia di cellule immuno-attive all’interno del tumore o, potenzialmente, del cratere operatorio dopo la chirurgia. I biomateriali iniettabili saranno basati su nanoparticelle polimeriche in grado di raggiungere il cervello e di colpire selettivamente le cellule tumorali rilasciando farmaci antitumorali di prima linea per il GBM. Inoltre, la combinazione di materiali e cellule antitumorali, quali linfociti, consentirà di verificare come si possa creare una nuova piattaforma di cura per il GBM grazie ad un maggiore biodisponibilità delle cellule e, quindi, un migliore targeting anti-GBM. 

Il progetto NIT prevede la collaborazione tra gruppi con esperienza nel disegno, produzione, testing in vitro ed in vivo di nanomedicine e cellule contro GBM. Il progetto si realizza pertanto grazie ad una forte interazione tra gruppi esperti in nanomedicina, fisiologia, neurochirurgia e di terapie cellulari in oncologia con una attività in continuità rispetto a progetti finanziati ed a precedenti pubblicazioni. Grazie a NIT sarà pertanto possibile testare nuove strategie multi-modali per il trattamento del GBM, dando nuove possibilità di cura per pazienti affetti da un tumore ancora letale.  

Un progetto multidisciplinare per il trattamento del Glioblastoma Multiforme