FocusUnimore > numero 42 – dicembre 2023

Inter-university translation prize for unpublished civil poetry in Italy to Benedetta Sarti, Unimore student
The Inter-university Prize for the translation of unpublished civil poetry in Italy was awarded this year, for the Anglo-American section, to Benedetta Sarti, a student on the Master’s degree programme in Languages, Cultures and Communication at the University of Modena and Reggio Emilia. There were five different sections with translations of poems from French, German, Spanish, English and Anglo-American. For the Anglo-American section, the candidates were required to translate the poem ‘Map’ by Linda Hogan, which presented several translation challenges. The jury unanimously awarded the prize to Benedetta Sarti. During the award ceremony, by the Rector of the University of Eastern Piedmont Prof. Gian Carlo Avanzi, the winners of the different sections read out their versions.

Il Premio interateneo di traduzione di poesia civile inedita in Italia, organizzato dall’Università Piemonte Orientale nell’ambito del XIX Festival Internazionale di Poesia Civile di Vercelli, è stato assegnato quest’anno, per la sezione di angloamericano, a Benedetta Sarti, laureanda del corso di Laurea Magistrale in Lingue, Culture, Comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia.

All’edizione di quest’anno hanno partecipato molti studenti e studentesse provenienti da 12 diversi atenei: Università del Piemonte Orientale, di Torino, Milano, Pavia, Verona, Venezia Ca’ Foscari, Modena e Reggio Emilia, Siena per Stranieri, L’Aquila, Roma La Sapienza, Bari, Savoie Mont Blanc (Chambéry) che avevano aderito all’iniziativa.

Erano previste cinque diverse sezioni con traduzioni di poesie dal francese, tedesco, spagnolo, inglese e angloamericano.

Per la sezione anglo-americana i candidati e le candidate hanno dovuto affrontare la traduzione dall’inglese all’italiano della poesia Map di Linda Hogan.

Nativa americana del popolo dei Chickasaw, Linda Hogan è scrittrice, drammaturga, accademica, ambientalista e attivista nell’ambito dei diritti civili, ed è una delle voci più interessanti della poesia americana contemporanea.

La poesia Map, oggetto della prova, oltre a rispecchiare esemplarmente la poetica e il pensiero di Hogan, presentava non pochi problemi traduttivi.

Dopo una selezione interna al Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali, coordinata da Franco Nasi, Professore di Teorie della Traduzione e referente del premio per il Dipartimento, sono state inviate alla Giuria del Premio le versioni di Benedetta Sarti e di Barbara Bellocchio, entrambe studentesse del secondo anno della laurea magistrale in Lingue, Culture, Comunicazione.

All’unanimità la giuria ha assegnato il premio a Benedetta Sarti. La premiazione, che si è svolta venerdì 27 ottobre 2023 presso l’Aula Magna del Polo universitario di Vercelli (ex Cripta di S. Andrea), è stata aperta con il keynote speech affidato alla Prof.ssa Paola Loreto, docente di Letteratura angloamericana all’Università degli Studi di Milano, che ha dedicato il suo intervento alla poetessa statunitense vincitrice del Premio Pulitzer Mary Oliver e alla recente pubblicazione, a sua cura presso l’editore Einaudi, della raccolta poetica Primitivo americano.

Al suo intervento è seguita l’intervista della Prof.ssa Carmen Gallo dell’Università di Roma La Sapienza al poeta Jack Underwood, autore di una delle poesie oggetto del premio per l’area inglese.

Dopo la proclamazione e la premiazione da parte del magnifico Rettore dell’Università del Piemonte Orientale Prof. Gian Carlo Avanzi, le vincitrici delle diverse sezioni hanno letto le loro versioni.

Benedetta Sarti, al momento impegnata in un tirocinio formativo all’interno del Programma Erasmus Traineeship a Nantes in Francia, è intervenuta alla premiazione a distanza.

Le abbiamo rivolto alcune domande.

Come è nata l’idea di partecipare al concorso?

Ho partecipato al concorso per il secondo anno consecutivo –racconta Benedetta Sarti. L’anno scorso mi ero classificata tra i finalisti, ma non avevo vinto. Non appena avevo visto l’annuncio del bando di traduzione di poesia mi è sembrata da subito un’idea estremamente interessante, mi incuriosiva; non avevo mai tradotto poesie prima di quel momento, di conseguenza mi attirava l’idea di mettermi in gioco in questo modo.

Trovo che la ricerca del termine “giusto”, del suono adeguato, del migliore ordine delle parole nel rispetto del significato e dello stile dell’autore/autrice – prosegue Sarti – sia un esercizio estremamente coinvolgente e per questo ho deciso di riprovare anche quest’anno”. 

Si parla sempre più spesso di traduzioni automatiche. Possano sostituire il traduttore di poesia?

Penso che i traduttori automatici manchino di quella precisione e accuratezza richiesta dalla traduzione del testo poetico. Possono aiutare in una traduzione sommaria, ma non potranno mai arrivare a fare ciò che un traduttore arriva a fare tramite le proprie conoscenze, esperienze e, soprattutto, sensibilità”.

Vedi un futuro lavorativo nell’ambito della traduzione letteraria?

Non ho ancora chiaro in mente che cosa farò, ma non escludo la possibilità di fare la traduttrice di letteratura. Come ho detto, trovo la traduzione un’attività dinamica, coinvolgente e che sa mettere alla prova. Penso che sia anche bello farlo in gruppo, in modo collaborativo. L’attività di traduttore editoriale richiede poi una particolare attenzione non solo agli aspetti strettamente linguistici. È necessario aprirsi anche ad altri ambiti del sapere.

Non appena ho letto la poesia, mi sono documentata sull’autrice Linda Hogan e ho letto alcune informazioni riguardanti la sua vita, la sua ideologia e il suo stile per poter comprendere meglio il testo di partenza e adottare strategie traduttive adeguate. Leggendo del suo legame con la comunità dei nativi americani sono riuscita a comprendere meglio il senso della sua poesia, “Map”, che parla di un rapporto degli uomini con la terra e gli elementi naturali molto diverso dall’idea comune, occidentale, antropocentrico della natura. Si tratta di un legame trascendentale, quasi magico, olistico.

Nel leggerla sembra quasi di riuscire a visualizzare la forza e i movimenti di alcuni passaggi e allo stesso tempo rimane il desiderio di scoprire certi segreti che sono solo indicati in modo allusivo, come se la poesia non volesse spiegare tutto o ridurre tutto a un discorso razionale esplicito, ma lasciasse di proposito alcuni spazi da colmare con la propria immaginazione”. 

LINDA HOGAN, Mappa (traduzione di Benedetta Sarti)

[Da Dark. Sweet. New and Selected Poems, Coffee House Press, 2014]

Questo è il mondo senza fine

così vasto e solitario

con montagne

nominate per quegli uomini

che portarono la fame

da altre terre,

e la paura

della fitta, scura foresta di alberi

che si sostenevano a vicenda,

sapendo che Fuoco sognava di inghiottirli

e parlavano una lingua più antica,

e la lingua della nazione dei lupi

era il vento che li avvolgeva.

Anche Ghiaccio non era silenzioso.

Gridava al frantumarsi

nel tornare al calore.

Ma loro lo chiamavano

Ghiaccio, Lupo, Foresta di rami,

come se le parole lo rendessero qualcosa

che potessero tenere tra le mani guantate,

aprire, tracciare una strada

e procedere.

Questa è la mappa del mondo dimenticato.

Questo è il mondo senza fine

dove le foreste sono state strappate dai loro alberi.

Queste sono le linee che Lupo non potè oltrepassare.

Questo è ciò che so dalla scienza:

che al centro di ogni fiocco di neve

dimora un granello di polvere,

che Ghiaccio può avanzare insieme alla terra,

che i lupi vivono nel cerchio

del loro stesso inizio.

Questo è ciò che so dal sangue:

non è la nostra, la prima lingua.

Ci sono nomi che ogni cosa ha per sé,

e sotto di noi l’altro ordine si muove già.

Arde

Sogna

Si desta

Premio interateneo di traduzione di poesia civile inedita in Italia a Benedetta Sarti, studentessa Unimore